| Recupero
delle biodiversità locali, difesa dell'ambiente, mutualità
tra piccoli produttori, contatto diretto con il consumatore, filiera
corta. Con questi principi di base nasce la Cooperativa Agri-cultura
dell’Equo.
La denominazione racchiude, nell’intenzione dei fondatori, il senso
di un’agricoltura che sappia coniugare la cultura contadina e la giusta
solidarietà alle realtà marginali della terra.
Le produzioni commercializzate sono quelle delle aziende facenti
capo alla cooperativa e quelle provenienti dai circuiti del commercio
equo-solidale e dell’agricoltura biologica.
Le aziende del gruppo, benché diverse
per storia, attività produttive, collocazione geografica e politico-sindacale,
hanno forti tratti comuni che danno alla cooperativa una connotazione
unitaria. La bottega vuole essere anche un laboratorio di idee e di
pratiche democratiche e mutualistiche.
L'adesione ai dettami del biologico e l’affiancamento al circuito equo-solidale
rivelano la concezione di un’agricoltura che non può limitarsi
ad essere un semplice ambito economico, bensì occasione di esprimere
identità storica ed eticità nel rapporto dell’uomo con
l’ambiente e con il resto dell’umanità nella pratica lavorativa
quotidiana.
Il modello di lavoro e di produzione, al passo
con le conquiste tecnologiche e scientifiche, è in armonia con
la terra e con il sapere contadino e vuole mantenere con i cittadini
rapporti di collaborazione e di scambio dialettico.
C’è quindi un netto rigetto della monocoltura, dello sfruttamento
intensivo delle terre, col recupero, in positivo, delle antiche varietà
locali di ortaggi, di animali e pratiche colturali. In questo senso,
il biologico è visto non come una semplice scelta di mercato,
ma come forte valore etico e politico.
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